17 gennaio 2008

Classifica dei peggiori 10 autori fantasy

Bene, affronto questa spinosa questione.
Chi mettere tra i peggiori? E secondo che criteri? Questo non è il momento di dirlo.
Basti la mia personalissima classifica: dal peggiore al migliore dei peggiori.

David Eddings
Richard Awilson
Ornella Lepre
Licia Troisi (romanzo d'esordio)
Nancy Varian Berberick
Anne McAffrey
H.P.Lovecraft (il suo fantasy)
Terry Goodkind
Harry Turtledove
Anselm Audley

Il piatto è servito.

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18 Commenti:

Blogger Federico Russo "Taotor" ha detto...

Concordo su Eddings. Ammetto di aver letto solo La redenzione di Althalus, anzi, non l'ho neanche finito per quanto mi sentivo frustrato nel leggerlo. Eddings (e moglie) tratta il lettore da idiota, sembra un racconto-parodia, un cartone animato che pretende di essere serio. Ma nella sua opera principale potrebbe anche non essere così, non saprei.
Sulla Troisi (di cui ho letto il primo libro, e non mi azzardo a continuare cogli altri) non commento, tanto non c'è niente da commentare. Gamberetta è la più abile a farlo...
Il fantasy di Lovecraft non lo conosco abbastanza e non mi pronuncio.
Turtledove, osannato da molti, mi ricorda Eddings: ridicolizza il genere, La battaglia dei regni non possiede un'atmosfera storica ben precisa, e le tecnologie di vari secoli si mischiano in modo grottesco, per non parlare dei draghi-aerei, le uova-cannone, i bastoni-fucili, e tutte quelle schifezze che sostituiscono, mascherando, ciò che vogliono intendere davvero. È un po' come nei Flinstones, dove usano gli animali come elettrodomestici e le pietre in varie applicazioni come tecnologia. Avrei apprezzato di più un fantasy con veri aerei, bombe, fucili e telefoni. Sarebbe sembrato meno falso.
Anselm Audley è di una noia mortale. È un pessimo narratore e cade nei cliché propri del fantasy. Inutile dire che non ho continuato il primo libro, Eresia.
È pur sempre un diritto del lettore smettere, no?

Un saluto,
Federico :D

24 gennaio 2008 18.27  
Blogger Parao ha detto...

Di Turtledove, va detto, mi mancano quelli che probabilmente sono i suoi libri migliori. Ma quanto ho letto non m'ha invogliato a riprenderlo in mano. Anche se, avendolo ricevuto in omaggio dalla Nord, da un po' mi tenta "L'ultima legione".

Licia migliora molto, tecnicamente, nella seconda trilogia. Da qui a considerarla tra i migliori fantasy che abbia letto ce ne passa, ma è una mera questione di gusti. (Gamberetta è molto brava a sfottere e, ho visto, anche tu hai preso quella strada con Licia, sul tuo blog, commentando un'intervista. Non è che mi facciate una bella impressione...)

Il fantasy di Lovecraft è semplicemente idiota. Mostriciattoli come rane giganti e cose simili... privo di un minimo di pathos. Insomma, nemmeno lontanamente all'altezza del suo horror.

Audley, vero, annoia. A me alcune parti sono piaciute e l'ho trovato a suo modo originale. Per questo è ultimo in classifica (che significa il migliore in questo caso), ma resta tra le mie peggiori letture.

24 gennaio 2008 18.56  
Blogger Parao ha detto...

Scusami, "La legione perduta", non "L'ultima legione" (che se non erro è di Valerio Massimo Manfredi?).

24 gennaio 2008 18.57  
Blogger Federico Russo "Taotor" ha detto...

Non voglio far bella impressione a nessuno. Avrai notato che non critico Licia in modo così cinico. Quell'articolo era solo per scherzare, vi ribadisco più volte che non ho nulla contro di lei, ma con ciò non voglio rimangiarmi quello che ho scritto. Rispetto ad altri che la criticano più pesantemente mi sento un "moderato", e non la prendo come termine di paragone assoluto dei libri scarsi, come fa Gamberetta. Anzi, non mi va che tu mi accosti a lei, come se fossimo un circolo rivoluzionario. Se proprio dovessi scegliermi degli alleati, seglierei qualcuno che osanna i miei racconti, no?

Anselm Audley, se non ricordo male, ha usato nomi come Hamilcar e Barca, per personaggi e "casate" o qualcosa di simile. A me non sembra affatto originale, anzi, mi sembra squallido. Ma probabilmente tu ti riferisci allo sfondo sociale, politico, tecnologico... Su questo sono abbastanza d'accordo.

P.S. Sì, L'ultima legione è di Manfredi. Un poscritto inutile, visto che sicuramente avrai cercato su google... XD

24 gennaio 2008 19.34  
Anonymous by ax ha detto...

Di tutti gli autori che hai inserito nella classifica ho letto solamente Eddings, anzi sto per finire l'ultimo che chiude le due saghe più famose. Se possa essere il peggiore di tutti non lo posso ancora dire proprio perché mi mancano molte altre letture.
Sicuramente è superficiale di una superficie che rasenta la trasparenza, privo di carisma e stereotipato, e molto. Quindi lo metto anche io in testa alla mia modesta classifica.
Ho più speranze, invece, su Turtledove e la sua saga di Videssos e, contrariamente a Taotor, credo che il suo intento sia di un respiro più ampio e diverso rispetto al fantasy, sempre che gli si voglia etichettare un genere.
Molti altri nomi che hai indicato non li conosco nemmeno, ma mi piacerebbe avere maggiori motivazioni, in modo da farmi un'idea base di ciò che possono offrire, o non offrire.
Leggendo "Chi mettere tra i peggiori? E secondo che criteri? Questo non è il momento di dirlo." mi sono risposto da solo, ma magari per sbaglio, sparse in giro, ti potrebbe capitare di lasciarne qualcuna per strada, di queste motivazioni. :)

24 gennaio 2008 20.15  
Blogger Parao ha detto...

Mi spiace sia sembrato un paragone: non lo era, Federico. In ogni caso, tu hai dato credito a Gamberetta e tu l'hai tirata in ballo. Non io. La mia reazione scritta è semplicemente una diretta conseguenza (e nemmeno così violenta, mi pare).

by_Ax, indipendenza intellettuale vorrebbe che tu ti facessi un'idea personalmente degli autori che a me non sono piaciuti. Ma se non ce la fai non è che ti perdi tantissimo (a parte Turtledove, forse).
Circa i criteri, hai ragione, dovrei parlarne... ma preferisco farlo in altre considerazioni. A breve! (E sarà più interessante della mera classifica.)

25 gennaio 2008 9.16  
Anonymous Anonimo ha detto...

Io mi limito a riportare la graduatoria che già avevo annotato nella tua considerazione precedente:

Rabe: 2
Goodkind: 3
Bujour: 3
Paolini: 3
Lepre: 3
Awlison: 3
Bear: 3
Greenwood: 4
Troisi: 4
Brooks: 4,5

Di Eddings ho letto i primi tre libri che compongono la saga dei Belgariad, che certo non mi hanno entusiasmato, ma nemmeno ripugnato: credo sinceramente ci sia molto di molto peggio. Neppure Turtledove, di cui ho letto l'intera saga di Videssos, mi ha esaltato, ma lo preferisco a Eddings e comunque si guadagna una sufficienza piena. Tuttavia, ciò che più mi stupisce in questa tua classifica, Andrea, è la valutazione che attribuisci a Audley e, soprattutto, alla McCaffrey. Il primo, di cui ho letto la trilogia di Aquasilva, mi è sembrato un autore sicuramente dignitoso, mentre la seconda, di cui ho letto tutti i primi dieci libri della saga dei Dragonieri di Pern, addirittura più che discreta - si attestano, rispettivamente, sul 6+ e sul 7-, tanto per condensare il mio giudizio su di loro. L'estenuante Brooks, per esempio, lo reputo nettamente inferiore a entrambi - e non voglio menzionare Rabe, Goodkind o la Bujour, che non hanno nulla di tollerabile, particolarmente il primo, campione d'indecenza. Il fantasy di Lovecraft non lo conosco, certo è che mi stranisce una stroncatura così decisa, al ricordo dei suoi racconti dell'orrore - "Il sottomarino", "Il caso di Charles Dexter Ward", ma ancor più "La musica di Erich Zann", rimangono capolavori assoluti del genere, a mio avviso. Per il resto, l'unico fra gli autori che hai nominato che mi risulti ignoto è quel Berberick, che indubbiamente non leggerò.

Feanor

25 gennaio 2008 14.05  
Anonymous Anonimo ha detto...

Mi soffermo solo su quelli che ho avuto modo di leggere.

Concordo in pieno su Eddings che mi è parso autore dallo stile prolisso, dalle caratterizzazioni stereotipate e incapace di infondere qualsiasi forma di pathos alle pagine da lui scritte (ho abbandonato il ciclo dei Belgariad a metà del secondo romanzo: tempo e soldi sprecati).

Di Licia ho letto "La setta degli assassini" ma non la prima trilogia.
Mi è parso un buon romanzo, privo di tutte quelle lacune che molti - leggo - le rimproverano nella prima trilogia.

Concordo sul giudizio negativo su Goodkind solo a partire dal quarto romanzo (versione originale). Gli ho concesso il beneficio del dubbio coi due successivi ma ho trovato poco corretto verso il lettore il fatto che ormai più di metà dei suoi romanzi potrebbero essere tagliati via in fase di revisione e ai fini della comprensione della storia non cambierebbe nulla (anzi forse il ritmo ne gioverebbe).

Circa gli altri, ho sempre apprezzato il Lovecraft autore di orrori cosmici e confesso che sulla carta m'intriga la McCaffrey .

Michele

25 gennaio 2008 17.51  
Anonymous Harion ha detto...

No, perchè Goodkind? :__:
Oddio, ammetto di essermi fermata al 4^ volume per disperazione, ma il primo lo trovai bellissimo *_*
La Troisi è migliorata molto con la seconda trilogia, però ha quel modo "forzato" di caratterizzare i personaggi che a volte non mi va giù! Preferisco i romanzi dove siano più le azioni a descrivere i personaggi, rispetto al narratore che ne giustifica ogni singola mossa.
Vabbuò mi sono capita da sola, comunque grazie per lap azienza di aver letto XD
Ciao ciao,
Arianna!

25 gennaio 2008 19.49  
Anonymous Nutza ha detto...

Degli autori citati ho letto solo (per fortuna?) la Troisi: ho iniziato e abbandonato poco dopo Nihal della Terra del Vento, ho ultimato La setta degli assassini e Le due guerriere; ho ritenuto quantomeno discreto solo La setta, ne Le due guerriere già scivoliamo in basso e quanto all'ultimo, Un nuovo regno, che ho iniziato da poco, non sono andata oltre il terzo capitolo a causa di un letale attacco di noia. Il fatto è che tanta banalità tutta in un colpo proprio non mi và giù, e ancor di più non digerisco che questa banalità venda anche così tante copie; l'unico modo in cui riesco a spiegarmelo (in realtà di modi me ne vengono in mente un paio...) è che è "fantasy per ragazzi", quindi non posso aspettarmi granchè... (ma mi chiedo: Alice nel Paese delle Meraviglie, una favola che è un capolavoro, vuoi mettere la sua complessità a confronto con la Troisi? Eppure anche Alice sembrerebbe una semplice storia per bambini...) tuttavia quando di recente leggo della Troisi che afferma che scrivere per ragazzi le viene naturale allora mi viene da pensare... ma lasciamo stare.
Avevo iniziato qualcosa di Eddings di cui non ricordo neanche il titolo, e se non erro sono inorridita dopo qualche pagina di sesso spinto e gratuito, messo lì giusto per accalappiare il lettore più, non dico malizioso (perchè già la malizia è raffinata rispetto alla volgarità) ma volgare e senza tante pretese.
In questo - ma forse vado fuori argomento - aggiungerei che dopo aver iniziato Il segreto di Krune e Il Dominio della Regola già sto rimanendo delusa: entrambi mi avevano catturata all'inizio per i motivi e le trame originali, ma poi... boh, devo arrivare alla fine per capire perchè non mi stiano piacendo.
L'unico che mi ha soddisfatta (come ho scritto nella mia recensione sul forum di Fantasymagazine) è La Rocca dei Silenzi, e non lo dico perchè l'autore mi sta "ascoltando" ma perchè ho delle motivazioni nell'apprezzarlo.

25 gennaio 2008 23.52  
Anonymous Anonimo ha detto...

Vado un attimo OT (spero mi perdonerai, Andrea), collegandomi al post di Nutza.

@ Nutza.
Se non ti spiace, quando avrai finito il mio romanzo, mi piacerebbe che postassi il tuo giudizio completo su di esso magari nell'apposito thread del forum di Fantasy Magazine.
Come detto tante volte, ritengo le critiche dei lettori - anche negative, purché costruttive - lo strumento migliore di cui un autore esordiente possa disporre per migliorare.
Grazie sin d'ora se vorrai farlo.

@ Arianna.
D'accordo con te su Goodkind. I suoi primi romanzi erano un bel "guilty pleasure"; strada facendo è finito inghiottito dalla sua smania di scrivere tomoni da sette, ottocento pagine quando invece gliene sarebbero bastate la metà.

Michele

26 gennaio 2008 8.57  
Anonymous I. ha detto...

Finito di leggere La Rocca...

26 gennaio 2008 10.17  
Anonymous Anonimo ha detto...

Divago solo un attimo: attenzione a considerare "Alice nel paese delle meraviglie" una semplice favola, o un libro destinato e consentaneo a un ragazzo. Perché questa - unitamente a "Tragedia dell'infanzia" di Savinio, "Doppio sogno" di Schnitzler, "La peste" di Camus, peraltro tutti capolavori, e soprattutto "L'Emilio" di Rousseau, apparentemente un innocuo saggio pedagogico, ma, almeno secondo Adler, potenzialmente il più "tremendo" romanzo dell'orrore mai concepito! - è proprio una delle poche narrazioni che, per quanto è possibile, occorrerebbe evitare di proporre a ragazzi che non abbiano almeno quattordici anni - e forse anche allora la lettura sarebbe troppo precoce. Solitamente il fruitore comune non se ne avvede, ma l'interpretazione psicanalitica che ne dà Lavelle mostra come possa risultare profondamente perturbante per una coscienza ancora precaria.

Su Gookind: io ho letto soltanto il suo primo romanzo, e proprio e solamente quello si è rivelato abbondantemente sufficiente affinché il solo, sovrumano obbrobrio Rabe mi sembrasse peggiore di lui. Non vi ho riscontrato davvero nulla di apprezzabile.

Feanor

26 gennaio 2008 12.58  
Blogger Parao ha detto...

Per tutti.
Licia è migliorata molto ed sotto gli occhi di tutti. "Nihal della Terra del Vento" era un concentrato di scelte inverosimile, ingiustificate e troppo superficiali. "La setta degli assassini", oltre al fatto che ha aggiunto qualche descrizione - totalmente assenti nel primo romanzo, tanto che a volte non capivo dove mi trovassi, seguendo la storia - e migliorato la scrittura - meno piatta -, ha cominciato a pensare seriamente alla coerenza interna della storia: un passo fondamentale, che ha fatto e che apprezzo.
Poi, resta un romanzo per ragazzi commerciale, e come tale punta a certi aspetti, trascurandone altri (ai miei occhi molto più importanti, ma è soltanto la mia opinione).
Quello che penso è che, se il primo era indegno, "La setta degli assassini" ha il suo perché.
Fa pensare, piuttosto, che alcuni suoi fan l'abbiano trovato "noioso". Qualche descrizione in più ammorba? Il target, purtroppo per lei, è quello. Io attendo, con fiducia, qualche lavoro per adulti. Sono certo che è in grado di scrivere cose di valore, magari se cambia genere, sfruttando le sue conoscenze astronomiche: una storia fantascientifica? :)

Nutza, devo ancora risponderti! Me ingrato! Perdonami.

I, che stringata! Non fa presagire nulla di buono... :) Sarò felice di parlarne con te: la mia email è qui apposta.
Riguardo a Audley, non m'era dispiaciuto, ma nell'atto di attaccare il secondo mi sono reso conto che non ne avevo voglia: è un po' noioso. In ogni caso, me lo sono segnato come autore da tenere d'occhio, anche perché è molto giovane. Sono certo farà bene in futuro: ha delle freccie al suo arco, indubbio.
Ma la mia classifica, ed ecco una delle motivazioni principali del come è stata stilata, considera soltanto il letto e le mie personalissime sensazioni, tralasciando considerazioni troppo profonde. M'ha avvinto o annoiato? Tutto qui.
Poi, per ogni autore si potrebbe discutere a lungo. E sono io il primo a considerarlo un ottimo "esercizio" di tolleranza e capacità critica e autocritica.
Credo che in futuro dedicherò singole considerazioni ai singoli autori letti, tanto per approfondire. Questa è troppo generica e si accalcano troppe riflessioni in una sola risposta... come dimostra il qui presente messaggio!

Feanor, la McAffrey l'ho sentita parlare dal vivo, a Fiuggi: mi ha fatto una pessima impressione e il modo in cui ha giustificato il suo mondo di Pern ha fatto emergere la pochezza di ciò che m'è sembrato: ben scritto, per carità (seppur non eccelso), ma piuttosto povero di spirito... non saprei come descrivere la mia sensazione in altro modo.

Arianna, Goodkind non m'è dispiaciuto, nel primo libro, ma già col secondo m'ha perso dopo 100 pagine: prevedibile, troppo prevedibile. E già col primo libro avevo sperato in qualcosa di più, perché avevo intravisto esperienze vissute personalmente e trasposte in narrativa fantastica (specie quando si parlava di natura). Ma il finale... mioddio, quel finale! Che orrore, altro che fantasy. Per un dislessico, comunque, notevole. Mi sta simpatico, ma la simpatia non mi porta a leggere tomi di 800 pagine da dimezzare, noiosi e banali.

Scusate se vi sono errori o passaggi incomprensibili: molta fretta.

26 gennaio 2008 13.05  
Anonymous Nutza ha detto...

Rispondo in ordine.

@ Michele
Non mi dispiace affatto, anzi era in mio programma scrivere una recensione anche per il tuo romanzo, come ho fatto per la Rocca, una volta finito di leggerlo. Per questo, anche e soprattutto, ho scritto che potrò spiegarmi e spiegare cosa mi ha colpita inizialmente e cosa dopo mi ha delusa un po' solo dopo aver terminato il romanzo.
Sono d'accordo con te sull'utilità dei commenti, e aggiungerei che un autore ha il diritto di esigere spiegazioni valide per le critiche dei propri lettori: se lo merita anche solo perchè ha faticato tanto per il proprio lavoro, al di là che esso piaccia o meno al lettore.

@ Feanor.
Mi trovo concorde con te sul discorso "Alice e opere con più livelli di lettura": il mio paragone non era infatti casuale; Alice "sembrerebbe", al lettore meno avveduto, una semplice favoletta non molto cristallina nei significati. Io ero una bambinetta quando vidi la versione su videocassetta della Disney e ne rimasi molto ma molto turbata: Alice, insieme ad altre favole del genere (una volta una mia professoressa del liceo mi citò anche Pinocchio a tal proposito) è una lettura potenzialmente "pericolosa"; per questo continua ad affascinarmi tanto.

@ Parao

Il tuo ritardo non è un problema, so che hai i tuoi validi motivi :)

Quanto alla Troisi, concordo sulla tua analisi: non a caso Nihal mi ha annoiata mortalmente e invece La setta mi è risultata abbastanza godibile.

26 gennaio 2008 15.16  
Anonymous Anonimo ha detto...

Paolini è assolutamente osceno.
Troisi è illeggibile (Nihal della Terra del Vento), poi migliora un po' nei due successivi, ma la trilogia si chiude davvero nel più puerile dei modi (lo dissi a suo tempo anche sul forum di FM). La nuova trilogia di Licia non l'ho letta, ma sinceramente preferisco dedicare la mia attenzione a qualche altro autore italiano che corrisponda di più ai miei gusti.
Di Brooks salvo Le tre pietre il resto è lì che fa la polvere nella mia libreria...

Glorelen

11 febbraio 2008 22.18  
Anonymous Anonimo ha detto...

Leggendo i commenti, mi chiedo se in realtà qualcuno di coloro che hanno espresso giudizi su Eddings ne abbiano mai letto un ciclo completo....

La redenzione di Althalus... ma per piacere...

Niubi

21 marzo 2008 16.10  
Blogger Parao ha detto...

Per quanto mi riguarda, Niubi, l'ho scritto: ho letto un ciclo completo di cinque romanzi di Eddings e l'ho trovato pessimo. La mia opinione è basata, quindi, su "solo" cinque romanzi.

Tu considerali pochi, se credi. Personalmente li considero quasi troppi per ciò che si sono rivelati: mi sarei dovuto fermare prima.

26 marzo 2008 19.12  

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