Inammissibile
È bene leggere le opinioni dei lettori, perché permettono di riflettere, di mettersi in discussione. Su questo non c'è molto da discutere, né il qui scrivente l'ha mai messo in dubbio. Tuttavia non è ammissibile lasciarsi bloccare da semplici opinioni.
Chiunque abbia pubblicato con una casa editrice degna di questo nome, e quindi abbia avuto a che fare con un editor altrettanto degno di questo nome, sa quale cura e attenzione c'è nelle scelte narrative dell'autore e nelle revisioni dell'editor (che le mette in discussione). Il lavoro fatto, insomma, non è una cosa scritta a casaccio, quasi si facesse del "proprio meno peggio". Mai credere d'essere geni incompresi, ma chi ha lavorato sodo, scegliendo con consapevolezza... quale scrittore ha voglia di conferire un potere di veto a degli opinionisti?
Le opinioni dei lettori sono importanti per il proprio ego e per le vendite delle case editrici.
E se sommate, nei tratti comuni, sono significative.
Fine. Non c'è altro da dire.
Non per me.
Per l'arte che possedete, invece, per quella parte di voi che è tesa a esprimersi in forma scritta e che per sua natura tende a migliorarsi, a non accontentarsi mai, a progredire (e se la possedete davvero, l'arte, così la vivete)... ecco, voi avete davvero il coraggio di lasciarla in balia di qualcuno che nemmeno conoscete?
Io no.
A colui che crede io disprezzi i lettori - e che un simile atteggiamento in generale sia disprezzarli - consiglio di riflettere su cosa sia l'arte e su chi sia l'artista, perché così pensando è molto lontano dalla verità.
Un conto è leggere, setacciare e infine metabolizzare le opinioni dei lettori.
Un conto agire come una bandieretta.
Ribadisco quanto detto nella considerazione precedente: se credete nella parte artistica che è in voi e scrivete, non demordete mai di fronte a nessun giudizio tranciante, espresso in qualsivoglia forma.
Soprattutto, ricordatevi che l'unica cosa che conta veramente per scrivere è leggere.
Leggere i romanzi altrui, non le opinioni.
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