Discontinuità
Scrivere è spesso una questione di pazienza.
Oggi, a distanza di quindici giorni, mi sono ritrovato nel bel mezzo di un ritaglio di tempo. La reazione è stata immediata: «Inizia il tredicesimo capitolo de Il giorno dopo, forza!» Ho aperto il documento che contiene i profili dei personaggi, quello che contiene la scaletta e quello preimpostato con scritto XIII - bello lì, in grassetto.
E mi sono bloccato.
Veniamo ai fatti, sinteticamente.
Il fronte d'azione che devo portare avanti in questo capitolo è stato affrontato l'ultima volta nel Capitolo VIII, cioè l'11 maggio, ben quattro mesi fa (ahimè, che lentezza d'esecuzione...). Pensate che io potessi ricordarmi tutto quanto avevo scritto? Intendo tutto, sfumature umorali, battute dei dialoghi e particolari importanti compresi?
Quando si scrive fantasy (e non solo, asserirei), con la seria intenzione di regalarsi una storia il più possibile coerente internamente, nulla è superfluo. E, soprattutto, non bisogna mai commettere l'errore di scrivere di un personaggio senza avere ben impresso in mente ciò che ha fatto, detto e pensato sino a quel punto della storia.
Risultato? Ho trascorso il mio ritaglio di tempo rileggendo integralmente i capitoli che riguardavano il medesimo fronte d'azione... nella speranza che il ritaglio di tempo successivo fosse vicino nel tempo (lo è, oggi scrivo! :).
La scrittura richiede continuità. La discontinuità è come un tarlo che la erode, mangiandone pezzi e rendendola meno solida. Se davvero s'intende scrivere a un buon livello, tra le cose da includere nell'impegno vi è la quotidianità, lo scrivere con una precisa regolarità, sforzandosi di non allontanarsi dal testo per troppo tempo. Se non si ha questa possibilità - come me in questo periodo della mia vita - allora bisogna rassegnarsi all'idea di procedere a piccoli passi, sedando la foga, per evitare di stendere un testo che fa acqua da tutte le parti.
Non credo d'aver affermato nulla di eccezionale. E' una banalità, ma mi piaceva l'idea di giustificare una delle affermazioni ricorrenti degli scrittori con un esempio diretto, vissuto sulla mia pelle.
Alla prossima!
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