1 dicembre 2007

Il giorno dopo - Capitolo XIV

Nuova blog-considerazione deviata: Capitolo XIV ultimato.

Considerazione di ripresa delle attività, sebbene senza speranza di grandissima continuità, per ora. Ma va bene così.

Leggete e tornate a commentare qui, se vi pare. http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm

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5 Commenti:

Blogger Spirito Giovane ha detto...

Mi voglio assolutamente leggere questo romanzo, ho davvero apprezzato La Rocca.
Ste osservazioni mi fanno venire l'acquolina in bocca...

Umilmente in attesa,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

1 dicembre 2007 13.26  
Blogger Federico Russo "Taotor" ha detto...

Quindi hai seguito la decisione di "scrivere a tutti i costi". :) Bene. Rimango sempre colpito dalla sistematicità della tua organizzazione (scaletta, cronologia, ecc., ma come fai? Non ti stufi?) Buon lavoro! ;)

P.S. So che è stupido dirtelo, ma non lasciarti influenzare dalle accuse, e va' avanti!

1 dicembre 2007 15.17  
Blogger Parao ha detto...

Caro Daniele, mi spiace che dovrai attendere molto, prima di leggere. Tuttavia, ciò che mi sono ripromesso per i prossimi mesi dovrebbe portare a dei concreti progressi.
A proposito, ho trovato il tempo di incuriosirmi, ho seguito il tuo profilo... commenterò alla prima occasione quanto scrivi in InFlussi.

Caro Federico, anzitutto mi ero ripromesso di scusarmi per la questione dell'età. Internet non permette di udire il tono: nel tuo caso era assolutamente bonario, a differenza di quello usato per gli altri.

Guardo al mio processo di scrittura come al mio volto nello specchio: sono fatto così, non posso stufarmi di me stesso (invero, a volte mi do piuttosto fastidio... ma poi mi passa).
Anzi, trovo affascinante come le carenze tecniche mi abbiano portato a un metodo che mi permette di dare il mio massimo (che per molti è troppo poco, com'è normale che sia).

Le accuse, infine, non possono fermarmi: insulterei quelli come Spirito Giovane, che hanno apprezzato sinceramente ciò che scrivo. Farei un torto a chi la pensa diversamente e mi ha sempre sostenuto, a modo suo.
L'assurdità di certe posizioni - e guarda caso sono sempre quelle negative - è che pretendono di essere assolute. Perdono così forza, nonostante siano potenzialmente valide tanto quanto quelle positive - che invece sono sempre piuttosto umili.
Non accetto da molto tempo, ormai, un dialogo con chi non si mostra aperto quanto me, Federico. Ho sempre riconosciuto i miei limiti (do una possibilità, rispondendo una volta; poi mi ritrovo costretto a chiudere, sempre. Sono prevedibili, ahiloro). Pretendo la stessa apertura dal prossimo: se non lo fa, non è alla mia altezza.
C'è una sola cosa lampante ai miei occhi, in tutto questo: come mai la razione di astio maggiore se la prende chi è stato fra i pochi a sottolineare certi meriti di tali persone, solo per aver confutato alcuni aspetti del loro atteggiamento? Strano non si irritino tanto con chi nega totalmente il loro valore.
Anziché strano, dovrei dire significativo.
Ma, per favore, non parliamone più. Non intendo più sprecare energie mentali con chi ha un atteggiamento tanto negativo.

2 dicembre 2007 13.06  
Anonymous by Ax ha detto...

Trovo che sopperire alle proprie carenze, di qualunque natura, proponendosi l'intento di rimediare anche con percorsi alternativi, sia uno splendido e illuminante modo di crescere. Fuori e dentro la vita.
Inoltre, credo strada facendo si colgano anche altre primizie che seguendo una via canonica ci si poteva lasciar sfuggire, nascoste nelle immediate vicinanze dell'umiltà e del sacrificio. Non che, a chi carenze non ne ha (indicateme uno, però), vengano negate, ma spesso troppo facilmente dimenticate in qualche oscuro angolo, troppo buio per cercare.
A tuo favore va riconosciuta anche la capacità di rapportarti coi tuoi lettori facendoli sentire parte del tuo stesso progetto; ingenuo è lo scrittore che sottovaluta chi lo legge ponendolo al di sotto della sua Arte. In questo caso l'importanza del comunicare precipita a terra con un grande botto, tronfia e assai lenta nel rialzarsi.

Ringraziamo lo scrittore, l'uomo e anche colui che ci porterà il suo scritto, col vento.

Alex.

4 dicembre 2007 22.07  
Anonymous Anonimo ha detto...

Bentornato, Andrea.
Alla scrittura, intendo, porto sicuro in cui chi (come noi) se ne diletta approda quando si cercano risposte e si vuol (provare a) dare ordine a quel flusso caotico e spesso privo di senso che è la nostra vita.

Michele.

6 dicembre 2007 11.00  

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