19 ottobre 2007

La voglia

Parliamo di quest'imposizione tirannica del tot tempo al giorno di scrittura, dunque.
Il problema è, per tutti, con vari gradi di sfumature, la costrizione. Perché la costrizione sembra portare a testi pessimi.
Vero.
Eppure sono qui per dimostrare che testi pessimi a volte sono buoni.
Se ho bevuto? No.

Mi sono ritrovato a scrivere un pezzo difficile, senza voglia di scrivere. (Di recente, intendo. In vita mia parecchie, davvero parecchie volte.) Alla ennesima rilettura ancora mi sembra zoppicante in qualcosa (forse il ritmo? Claudicante?).
Ma m'è servito a capire una cosa. Se ti sforzi troppo di scrivere, scrivi male. Vero. A fine scena, però, sai anche come non dovresti scriverla.

È tutto.

Etichette:

7 Commenti:

Blogger Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ammetto di non averlo mai fatto. Sinceramente, preferisco scrivere solo quando mi sento molto ispirato - che frase insapore! XD -, solo così scrivo qualcosa di ottimo. Se non me la sento non scrivo, e talvolta, se dopo una lunga narrazione c'è un cambio di scena temporale, m'interrompo anch'io e riprendo, magari, il giorno dopo.
Tuttavia allungo di molto i tempi...

20 ottobre 2007 13.35  
Anonymous I. ha detto...

Diciamo che piuttosto che di ispirazione si può parlare quando "prude" o "preme" la voglia di scrivere... quando c'è quel languore o disagio che non sai da dove parta ma che finisce sempre con le dieci dita sulla tastiera (o con la penna affondata sulla carta) be', quello è il momento. Altrimenti, concordo. I testi son quasi sempre da buttare. O per lo meno da riscrivere. Io li butto e li riscrivo. Però, in effetti servono. Come outline, come traccia, come schema. Come idea.

20 ottobre 2007 19.14  
Anonymous I. ha detto...

ehm... "si può parlare di quando ecc..."

dgt in fretta. sorry

20 ottobre 2007 19.15  
Anonymous Anonimo ha detto...

Non concordo, ragazzi, o almeno il mio modus operandi è diverso.
Io m'impongo di scrivere tutti i giorni (6 giorni su 7).
Poi, in sede di revisione (io rileggo il tutto soltanto a prima stesura ultimata), magari ci saranno brani su cui interverrò pesantemente o che addirittura riscriverò ex novo. Preferisco tuttavia avere qualcosa su cui lavorare che aggrapparmi alla possibilità (speranza) che domani sarò più ispirato e, di conseguenza, quello che scriverò sarà di certo meglio di quanto avrei scritto oggi.
Io scrivo di mattina (mi alzo alle 5,30 per farlo); se dovessi seguire l'ispirazione, "la mano che prude" per parafrasarvi, finirei spesso a starmene al caldo tra le coperte, con l'alibi della mancata ispirazione.
Parlo a titolo personale, ovvio, ma l'esperienza mi ha insegnato che l'ispirazione ti piomba giù dal cielo solo in sede di idee su cui poi costruirai il tuo romanzo. Per scriverlo, invece, occorre un duro lavoro di scavo: rimesti ogni giorno sulla pagina bianca, con costanza, impegno e dolorosa dedizione. In questo modo, sbuca fuori il testo. Zoppo magari all'inizio, forse in alcuni passaggi poco consono a quanto ti proponevi ma indispensabile nella sua originaria imperfezione a fornire la materia grezza da cui poi trarre, di labor lime, il risultato finale.

Michele

22 ottobre 2007 8.01  
Blogger Parao ha detto...

Mi sembra il caso di spiegare bene.

Il mio era soltanto un esempio. La mia idea di scrittura è molto simile a quella che ha descritto Michele, qui sopra.
Mi metto lì e scrivo, voglioso o svogliato, ispirazione o meno. E, visto che parliamo da scrittori, fate attenzione alle mie parole (scusate se vi sembro pedante).
Qui ho parlato di "costrizione", non di "ispirazione". E, se ci fate caso, avete tutti (compreso Michele) travisato il mio messaggio (il che mi fa sorgere il leggero dubbio d'essere stato poco chiaro, nel tentativo di essere ironico).
Infatti non ho scritto che scrivere costringendosi a farlo è negativo, ho scritto che alla fine comunque si impara qualcosa (cioè come non si deve scrivere una certa scena; il che implica, a seconda del tipo di persona, che verrà riscritta da zero - ma con esperienza specifica, questa volta - o rivista fino alla nausea, finché non funzionerà a dovere - e questo è il mio caso: non riscrivo da zero praticamente mai).

Spero di essere stato più chiaro.
E, sottolineo, parlavo di un caso limite, per quanto mi riguarda. La maggior parte delle volte il risultato è buono anche nella costrizione (non, cioè, pessimo in cui trovo del buono). Da lì all'ultima versione ce ne passa, ma un risultato negativo in ogni suo aspetto capita di rado - in questo c'entra molto il mestiere, ragazzi, inutile girarci attorno.

E concordo con Michele che attendere l'ispirazione somiglia molto a una scusa per non sudare le proverbiali sette camicie.
Del suo pensiero, parlando per me, non condivido una sola cosa: che l'ispirazione venga soltanto in fase di ideazione (se non ho capito male).
I miei più grandi momenti d'ispirazione - e di estro, se io posso giudicarlo - li ho vissuti durante la prima stesura (e continuo a viverli così). E, ma questa sarà la seconda parte de "la voglia" - che avevo previsto - spesso arrivo a tale ispirazione/estro costringendomi a scrivere. Guarda un po'!

22 ottobre 2007 8.31  
Anonymous Anonimo ha detto...

Andrea, sul discorso ispirazione mi sono spiegato in maniera poco chiara.
Provo a chiarire qui di seguito.
Quando sostenevo che a me l’ispirazione giunge solo in fase di ideazione del romanzo, alludevo a tale concetto secondo l’accezione che ne hanno dato Federico e i.
In altre parole, io mi permetto di “aspettare” l’ispirazione solo quando si tratta dell'idea su cui basare un romanzo che può anche (ma non necessariamente) balenare all'improvviso, fuori contesto se mi passate l'espressione.

Attenzione, per ulteriore chiarezza: parlo dell'idea di base del romanzo. Per poi strutturarla e verificare se può sostenere o meno un romanzo è chiaro che mi occorrerà sedermi e lavorarci sopra in maniera metodica).

Va da sé che se, in corso di stesura di un romanzo, mi balena un’intuizione – sia essa un’immagine, un’invenzione, talora persino una svolta narrativa - non prevista né pianificata, non è che la scarti a priori. Se l’economia della storia e/o i personaggi la permettono (o addirittura la reclamano), la faccio mia.

Michele

22 ottobre 2007 10.37  
Blogger Luqa ha detto...

Lascio un commento tardivo. Tardivo perchè ho dovuto prendermi il tempo di riflettere, provare e valutare gli effetti di questo post.

Ho deciso anch'io di dedicare almeno mezzora al giorno alla scrittura. Mezzora soltanto? Sì, perchè non ho tempo materiale ma la voglia è tanta. E vedo che in mezzora 4 pagine saltano fuori... mentre col vecchio sistema (aspettare l'ispirazione) 4 righe alla settimana erano già tanto. Saranno ora 4 pagine scadenti, ma come dice Andrea... almeno alla fine sai come NON scrivere una scena.

E' un sistema che trovo validissimo, anche perchè ti costringe a tornare in allenamento. Ed è quello di cui ho bisogno!

Grazie ^_^

Luqa

31 ottobre 2007 19.30  

Posta un commento

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page

Homepage Negróre.com Homepage Negróre.com Homepage blog-considerazioni