Il giorno dopo - Capitolo XI
Nuova blog-considerazione deviata, come intermezzo durante la scrittura del Capitolo XI de Il giorno dopo.
Non riesco a scrivere un diario normale, ultimamente.
Questa volta il tono è un po' trasognato, anziché rassegnato.
Be', leggete. http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm
Non riesco a scrivere un diario normale, ultimamente.
Questa volta il tono è un po' trasognato, anziché rassegnato.
Be', leggete. http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm
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10 Commenti:
Ingenuamente, piacevolmente ardito, direi io.
"Non sono un profeta, cerco di non essere un bue", scriveva Durrenmatt; qui è interessante notare come ti confronti audacemente con riflessioni importanti, molto al di là del territorio che solitamente setacci, intorno a una poetica affascinante, che credo tu non conosca e non comprenda pienamente, e di cui forse nemmeno ti sei accorto, scrivendo con e nell'istintività che ti è graziosamente tipica. Ma in questa considerazione ho udito riecheggiare qualcosa di Mallarmé, qualcosa di Pascoli, addirittura qualcosa di Eschilo.
Certo, l'istintività affiora sempre nettamente, e per ciò la considerazione rimane ardita, e interessante, in un modo ancora ingenuo, che denota quantomeno precipitazione, probabilmente implicata dalla mancata coscienza della sottigliezza dei concetti espressi da alcune tue affermazioni - che la verità possa sbocciare, che la verità possa avere un fine... - ma, ribadisco, hai cercato, e sei riuscito, a non essere un bue, pur non essendo un profeta.
Sì, questa considerazione mi è proprio piaciuta.
Feanor
Può non essere precipitoso un testo scritto di getto e riletto una sola volta, sull'onda del momento?
Che la verità possa sbocciare e possa avere un fine è qualcosa di complesso, che il mio breve testo non analizza, né voleva analizzare. Era soltanto un guizzo, un comunicare in modo spicciolo l'ennesima realizzazione di un perché, di un come, pur senza riportare l'estratto e affrontare per bene ciò che intendo (cosa che sarebbe stata di gran lunga più incisiva, ma avrebbe tradito il mio precetto di non rivelare alcunché di ciò che sto scrivendo). Ciò non toglie che io possa aver affrontato "la verità fra le righe", del bianco nel bianco, già molte volte, in solitudine. E in modo ben più profondo di quanto emerga qui.
Lungi da me voler essere un profeta, come ben sai. Bue non sono mai stato, né mai lo sarò. Semmai sono e resterò asino. Ma anche lupo e corvo reale.
E, come ebbi già modo di dire numerose volte, ritengo l'istintività che mi è propria una delle virtù cui non rinuncerei mai, perché latrice di quei lampi d'inchiostro cui poi guardo con sorpresa. L'ultimo dei quali ha tinto il mio schermo il 14 agosto scorso.
Che dire?
Nel mio piccolo, confermo tutto quello che hai detto, Andrea e hai fatto benissimo a ribadirlo!
Grande! Continua così che a me cresce la voglia di leggere il tuo pargolo!
^________________^!
Saludos
un muspeling
Montare un romanzo è estremamente difficile,ancora più difficile è tenere a bada le idee. Dietro ogni angolo un nuovo spunto è pronto a dire la sua e, inspiegabilmente, ognuna di queste intuizioni possiede l'intrinseca capacità di far vacillare quasi tutte le convizioni precedenti.
Io ho trovato rifugio a questa lotta impari rinchiudendomi nella meraviglia di un'immagine. Non so perché ma c'e' un posto, che ho la fortuna di aver visitato, che ha la capacità di riportare la calma nei miei pensieri. Una sorta di Moderatore di "fantasia"...vogliamo chiamarla cosi? Non potendo raggiungerlo ogni volta che ne ho bisogno mi accontento di osservarlo su una foto. Ci passo le ore a fissarlo. Forse sono da rinchiudere..forse il mio è un rimedio come un altro.
Non che con questo voglia dire che sia una male avere mille spunti, ma anche nella creatività c'e' bisogno di ordine :)
Ti mostro il mio santuario. Magari aiuta anche te ^_*..è la cosa + bella che abbia visto in tutti i miei viaggi.
http://www.solas-biz.co.uk/imgs/gallery/eilean-donan.jpg
Buon lavoro.
Viviana
Grazie, Francesco, per l'incitamento. E grazie, Francesca, per la splendida immagine: trasmette pace, soprattutto con quella luce.
Nel mio caso, in realtà, Francesca, non è mai come descrivi tu. Non mi capita mai, dunque, che mentre scrivo la prima stesura qualcosa faccia vacillare "tutte le convinzioni" precedenti. Non è possibile, per il modo in cui procedo: sono un pianificatore e in fase di pianificazione, lunga ed elaborata nel mio caso, vaglio troppe cose per rischiare di metterle tutte in discussione successivamente.
Ma, certo, narrando il punto di vista muta improvvisamente e a volte (spesso!) ti accorgi che non avevi pensato a qualcosa. A quel punto devi inserirlo, non hai altra scelta. Se ami la tua opera, includere qualcosa che vivi tramite la vita dei personaggi è prioritario. Sarebbe disonesto intellettualmente non farlo, soltanto per evitare la faticaccia. E, soprattutto, sarebbe dimostrazione di poco amore per l'opera stessa, che con l'aggiunta guadagnerà in ricchezza e spessore per forza di cose.
Per giungere all'epilogo, revisione compresa, sono sempre necessarie le proverbiali sette camicie... (nel mio caso magliette)
che bravo che sei...pianificare non è il mio forte
Che l'ispirazione non ti abbandoni mai ... però io sono Viviana non Francesca eh :p
Scusami, Viviana!
Mi sono confuso per colpa del fiammeggiare di muspeling (Francesco).
Non so se il tuo "che bravo che sei..." fosse ironico. In ogni caso, personalmente non mi ritengo bravo soltanto perché pianifico: è pura abnegazione, non certo metro di giudizio sulla creatività e sul talento. Più semplicemente, è nella mia natura.
Ma ci sono scrittori migliori di me che non pianificano affatto!
Tutto sta nel risultato finale.
Quindi fa' le cose con abnegazione e umiltà e con passione. Che pianifichi o meno non conta. Conta che tu scriva!
Guarda me, negli ultimi due anni e mezzo ne ho passati due a pianificare e ideare e pianificare ancora... ma non s'è visto nulla di concreto. Ero perso.
Nessuna ironia giuro! dicevo sul serio, in genere scrivo di getto e "pianifico" (poco) a posteriori. per questo lodavo il tuo modo di fare.
Per scrivere scrivo,il problema è che mi trovo a cancellare poi almeno il 50% perché non mi soddisfa. E' snervante!
Ho letto i tuoi libri. Il talento non ti manca. Se la pianificazione è uno dei passi necessari per giungere ad un buon risultato bisogna che me la faccia venire anche io!
Ciao,
molto interessante questa tua pagina di diario, in cui mi sono imbattuto un po' per caso, e illuminante quasi.
In poche righe sei riuscito a comunicarmi l'amore che provi per la scrittura, un amore profondo come gli abissi e solido come la roccia, sembrerebbe, di quelli che si rinnovano continuamente e più forti che mai dopo periodi di tentennamenti e dubbi.
La sorpresa che ti coglie nello scoprire e battere nuovi sentieri in questo rapporto dimostra che sei innamorato perso!
...
Mi hai fatto venir voglia di iniziare a progettare un romanzo, guarda un po'!
Pierluigi (Agent Zero)
Benvenuto, Pierluigi!
Mi piace l'idea che le mie parole siano riuscite a invogliarti.
Nel caso in cui un giorno, ormai perso quanto me, vorrai venire a darmele di santa ragione, sappi che devi metterti in fila.
Sembra che le mie parole invoglino spesso altre persone a scrivere. Dev'essera la mia passionalità...
Il mio rapporto con la scrittura è quasi tutto amore, con un pizzico di odio quando mi sento prigioniero, schiavo fustigato.
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