Il giorno dopo - Capitolo XI bis
Nuova blog-considerazione deviata, stavolta a Capitolo XI ultimato.
Il mio umore sembra essere altalenante. Mi scopro lunatico, letterariamente, una volta di più. Ma, si sa, scrivere è un saliscendi emozionale, con altissimi picchi estatici e rovinose cadute.
Leggete e tornate a commentare qui, se vi pare. http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm
Il mio umore sembra essere altalenante. Mi scopro lunatico, letterariamente, una volta di più. Ma, si sa, scrivere è un saliscendi emozionale, con altissimi picchi estatici e rovinose cadute.
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5 Commenti:
"La possibilità concreta dell'esistenza di altre razze, sconosciute ai protagonisti in un modo che sa molto di “umano a tu per tu con l'alieno”."
Assomiglia un po' al romanzetto che scrissi l'anno scorso (e che ho intenzione di limare e pubblicare su Lulu); quindi, perlomeno, Il giorno dopo dovrebbe piacermi! ^^
Riguardo al racconto schematizzato e racconto improvvisato, personalmente trovo difficile prevedere tutto senza prima averlo vissuto coi personaggi. Non mi stupisce quindi che il flusso della storia ti abbia catturato e strappato dagli schemi. :) Bene!
Credo di capire appieno il problema da te evidenziato, Andrea, dal momento che anch'io l'ho vissuto nelle ultime due settimane sulla mia pelle col secondo romanzo di Krune.
Stressato dal lavoro (il mio d'estate s'intensifica), dai bagordi che le ferie di moglie, fratelli e amici mi portano - mio malgrado - in dote, da ritmi quotidiani diversi (la casa al mare non è casa mia), sono arrivato a un punto morto.
Sapevo dove dirigermi e cosa avrei trovato alla fine, ma il sentiero mi appariva troppo irto per le mie condizioni in quel momento.
In altre parole, per usare una tua espressione, non riuscivo a lanciare il cavallo al galoppo fino alla meta, incurante del fatto che potesse spezzarsi una gamba o peggio stramazzare a terra, col cuore scoppiato.
Perciò ho preferito fermarmi, farlo rifiatare (e rifiatare io stesso con lui) per poi ripartire.
Adesso che sono tornato alla vita abituale, posso riprendere a scrivere come desidero (e so) fare.
Da lunedì la sveglia torna a suonare alle 5,30. Ne sarò oltremodo contento.
Michele Mikimago.
Caro Francesco, il romanzo non tratta come centrale la tematica "umano a tu per tu con l'alieno", ma essa è presente e ha la sua importanza (e non poteva mancare, perché sarebbe stata un'incoerenza interna, vista l'ambientazione che ho creato - sarebbe come scrivere un romanzo nel nostro mondo, che parla del mondo, e dimenticarsi dei cinesi! Non sono pochi... ;) ).
Il tema del romanzo, in verità, è un altro e ben più importante del fascino dell'esotico. Ha a che fare con il concetto di "razza" e di "diverso" e tutto ciò che ne consegue.
Caro Michele,
so molto bene di cosa parli. Negli ultimi anni ho imparato a scrivere un po' dappertutto. Una volta non ne ero capace. Negli ultimi mesi ho imparato a scrivere nonostante tutto, perché altrimenti dovrei fermarmi e attendere chissà quanto. La vita è così.
Scopro che l'esigenza della scrittura è più forte delle avversità. Se le avversità non ti danno tregua, a un certo punto reagisci e ricominci a scrivere. Prima con difficoltà, poi con sempre maggiore concentrazione.
Questa domenica mi sono sorpreso a terminare l'XI capitolo con la mia splendida metà seduta a fianco, che navigava su internet e a volte mi parlava. Mai successo prima! E ti assicuro che non ho battuto ciglio.
Sono sicuro che ce la faresti anche tu, se vi fossi costretto. Ma, certo, ti auguro di goderti le tue consuete due ore di scrittura all'alba di qui sino alla fine! :)
Da quanto attesti, Andrea, parrebbe quasi che le condizioni di quella che definisci "emozione fantascientifica" possano rinvenirsi compiutamente soltanto - appunto... - in un romanzo di fantascienza.
Allora ti suggerisco alcuni autori schiettamente fantasy - naturalmente valuterai tu se accoglierli o meno - tutti alti latori di tale medesimo sentimento: Friedman, Jordan, Bakker, Pelevin, Somtow, Kearney, Donaldson, Kay. Ma, innanzi tutto, ricordo, ancora una volta e ancora di più, il sommo demiurgo Tolkien, e il suo Tom Bombadil – con tutto ciò che vellica una sottile e profonda riflessione intorno alla sua essenza - portentoso protagonista di uno dei brani più onirici, più lirici, più eleganti di ogni letteratura in ogni tempo.
Feanor
La Friedman l'ho apprezzata molto, come sai. Ma non ne ho recensito il romanzo. Lo farò, molto a freddo, perché merita il dovuto risalto, tra le ultime letture affrontate.
Jordan non lo avvicino manco morto.
Bakker mi tenta da tempo. Il prossimo acquisto su Amazon includerà anche la sua trilogia.
Pelevin, Somtow e Kearney non so chi siano, ahimè...
Donaldson era in previsione di lettura e di Kay devo prima riuscire a trovare i romanzi in vendita.
Ma terrò bene a mente i tuoi suggerimenti. Grazie.
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