9 luglio 2007

Musica!

Cosa sarebbe il mondo senza la musica?
Pochi giorni fa mi sono reso conto di quanto la musica riempia la mia vita e di quanto poco ne parli. È stato il mio sogno per molti anni, finché la vita mi ha costretto a scegliere, la solita stronza. Sono certo d'aver scelto la via che mi è più congeniale delle due che mi sono più congeniali. In pratica, rimpiango d'aver mollato tutto per la frustrazione, a suo tempo.

Questa blog-considerazione è soltanto introduttiva. E parla, egocentricamente, di me. Una volta sola, però. Poi darò spazio a chi se l'è guadagnato, non mollando tutto per la frustrazione.
Che musica mi piace? Quella suonata. Non tollero robaccia che denuncia fin dalla cover la sua vena sintetica. Lascio la plastica a chi ama i gusti forti. Personalmente, sono un nostalgico. Vengo dalla passionalità e spontaneità di Bruce Springsteen, passando per la raffinatezza di Sting e su su fino al giovanissimo James Morrison, scoperto l'altro ieri. Il commerciale, dunque, mi sta benissimo, se è di grande qualità. Se qualcuno storce il naso di fronte a Born in the USA, dovrebbe ascoltare New York City Serenade e piangere lacrime di gioia per un simile inno alla musica. Chi crede che l'uomo dalla maglietta a strisce gialle e nere sia Every Breath You Take, dovrebbe ascoltare dieci volte di fila I Burn For You (nella versione live dal doppio CD "Bring on the night"), fino a sentirne ogni sfumatura.
Butto qui alcuni nomi di primissima grandezza, tanto per farvi capire cosa ascolto oppure ho ascoltato tanto da diventare un po' sordo: Deep Purple, Weather Report, Keith Jarrett, Tori Amos, Bruce Hornsby, Ivan Segreto, Rubèn Blades, Stevie Wonder, Vasco Rossi, Yellowjackets, Dave Matthews, Robben Ford, Trilok Gurtu, Mr.Big, Dream Theater, Mike Stern, Renato Zero, Miles Davis, Garden Wall, Peter Gabriel, Korn, Nik Kershaw, Subsonica, Level 42, Hans Zimmer, Basil Poledouris, Metallica, James Horner, Iron Maiden, Tool, Sergei Rachmaninov (tanto per finire in bellezza!).

Detesto l'Hip-Hop, quel pretenzioso, inutile vocalizzare sopra una base infinita: non perché siete neri è figo. E' noioso!
Detesto la musica italiana idiota (quindi il 95% della produzione). Dobbiamo essere rappresentati nel mondo, non dico da Laura Pausini, che è come sparare sulla crocerossa, ma da Eros Ramazzotti o dai vari gruppetti alternativi che usano la musica (senza saper suonare) per fare politica.
Detesto la musica con trilli di cellulari, tette e ansimare tutto incluso, costruita in studio.
Detesto i Pooh (e tutti i musicisti che li amavano con cui ho suonato). Il loro equivalente statunitense sono gli Aerosmith... volete mettere?! Almeno i secondi sanno suonare.
Detesto chi paragona Giorgia a Whitney Houston, Elisa a Giorgia, Björk a Elisa... e infine dice che gli italiani non valgono un piffero, nella musica leggera. Un po' di coerenza?

Detesto troppe cose e ne amo molte di più. Argomento infinito, questo.
Ne parlerò un po' per volta, con un occhio al passato e un occhio al presente.

Ma, ragazzi, prima voglio sapere qual è la vostra musica.
Forza!

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7 Commenti:

Anonymous alessandro scalzo ha detto...

Ho scoperto da pochissimo i Flogging Molly, irish punk. Grandi!

Se sto scrivendo una scena di battaglia i Manowar possono ispirarmi moltissimo, così come alcune pietre miliari degli Iron Maiden o degli Helloween.

Una delle mie dieci canzoni preferite è "Ain't it fun" dei Dead Boys (punk anni '70), rifatta poi da Guns 'n' Roses (l'originale però è un pelino più bella).

Rispetto alla Pausini (un vero trapano auricolare) c'è anche di peggio (i testi di Max Pezzali, ad esempio). Poi, se vai a mangiare in un ristorante all'estero un po' alla buona, non far capire che sei italiano, altrimento Toto Cutugno non te lo scampi (pensano di farti un piacere!!!).

Un aneddoto su Gigi D'Alessio (ce l'ho nel gozzo e ogni volta che si parla di musica italiana non mi par vero di tirarlo fuori): un giorno in un centro commerciale mettono una sua canzone (lamentosissima) col ritornello che fa: "Dove se-e-i, maledettissimo pezzo di..." e io dico: "Ah, si è masinizzato!", e invece all'ultimo coniglia di brutto e continua "... di stella cadente...". Capito? "Maledettissimo pezzo di stella cadente". Ma che roba è??? Bleah!!!

12 luglio 2007 16.04  
Anonymous Federico Russo "Taotor" ha detto...

Riesco a scrivere benissimo con gli Iron Maiden, soprattutto con Brave new world e A matter of life and death (gli album, intendo). Se si tratta solo di ascoltare, allora siamo sui Blind Guardian, Manowar, Hammerfall, Iron Maiden, Dream Theater, Metallica, Angra, Gamma Ray, e canzoni di altri gruppi, anche di quelli da te citati...

Una volta ascoltavo hip hop. Ma, per me, l'hip hop è morto da un bel po'. Si è persa la morale e i principi su cui si basava una volta (parliamo di quella musica basata sulla metrica, che faceva divertire e pensare, spesso era di denuncia), un po' per colpa dei poser, un po' per colpa dei soldi, ora è un ibrido con basi quasi da discoteca. Brrr.

Andrea, se non la conosci, ti consiglio di ascoltare The bard's song dei Blind Guardian (su youtube la trovi di sicuro). Potrebbe piacerti. :)

P.S. Bei gusti!

13 luglio 2007 16.31  
Anonymous Andrea ha detto...

Sparo un po' di nomi senza aggiungere, causa mancanza di tempo, alcun commento;

REM, Manà, Beatles, Queen, Deep Purple, Metallica, Bob Marley, Iron Maiden, Sergei Rachmaninov è un grande.

Ascolto un sacco di muscia medievale, dai Carmina Burana agli Ensambles Micrologius.

Italiani, Guccini, De André, MCR, Battiato, Zero, Elisa

16 luglio 2007 15.50  
Blogger Perissi ha detto...

Sono parecchio indietro... ultimamente ascolto molto Meat Loaf...ma anche vecchio punk come i Ramones... sono vecchio, vero?

16 luglio 2007 17.26  
Anonymous Anonimo ha detto...

Eccettuata la musica classica, a cui però sono stato esplicitamente educato, istruito, disciplinato, non ascolto mai musica. Sarò malato, ma la musica - esclusa quella classica - a me non trasmette assolutamente nulla. Non ne capisco nulla - così come non capisco nulla di cinema, così come, probabilmente, non capisco nulla di pittura - e non ho mai avvertito alcuna pulsione che mi incentivasse a capirne qualcosa – altrettanto si è verificato per il cinema, laddove l’inverso è successo con la pittura, e in generale con la storia delle arti figurative.
Fra i compositori di musica classica, adoro sopra tutti Liszt, Schumann e Berlioz; nutro altresì un ossequio immenso per Beethoven, e penso che se lo conoscessi, lo intendessi, lo studiassi e lo avessi studiato un po’ di più lo potrei considerare alla pari di Heidegger, Rimbaud, Proust, e via discorrendo.

Feanor

16 luglio 2007 20.13  
Anonymous Un Drago Ubriaco ha detto...

mah, che dire...

io mi annoio ascoltando musica!!!

da ragazzo ascoltavo un pò di metal
come Iron, Metallica e... canzoni sparse di altri gruppi(poche in verità)
e poi hard rock ma solo AC/DC
questi ritmi mi piacciono ancora oggi anche se raramente li riascolto di mia iniziativa

di cantanti italiani mi è piaciuto solo il ligabue dei primi 4 album, compreso "A che ora è la fine del modo"
poi ha incominciato a fare canzonette troppo comuni e non mi è più piaciuto
per il resto solo brani "simpatici" di bennato e qualcosa di branduardi, quando ha un pò di senso
poi un pò di opera, ma soprattutto commedie perchè i drammi li reggo poco

insomma, a parte metal e AC/DC che hanno avuto il pregio di non farmi capire ciò che dicevano le canzoni, non conoscendo l'inglese, sono atratto più che altro da ballate... testi in cui si racconti una storia, in questo senso si capisce anche la predilezione per l'opera

e già, io, se non c'è una trama non mi "interesso"
per la musica in se, solo un certo ritmo mi tiene desto

20 luglio 2007 13.50  
Blogger Parao ha detto...

Aaargh! Tremenda dimenticanza: gli AC/DC! Penso che "Back in black" sia uno dei brani che più ho amato suonare: semplicemente, IL ROCK.

Ma ho tralasciato tanti altri artisti, che mi sono piaciuti, anche se non li ho amati quanto i citati. Ad esempio, parlando di hard-rock alla Deep Purple, dovrei citare i Whitesnake. Parlando degli Iron Maiden, dovrei citare Ozzy Osbourne. Parlando di musica italiana, dovrei parlare di Branduardi, Elisa, Finardi, AREA, il Banco del Mutuo Soccorso e il Riccardo Cocciante più incazzato (quello, per intenderci, di "Era già tutto previsto" e "Bella senz'anima"). Parlando di Mike Stern e Yellowjackets, dovrei citare perlomeno Chick Corea, ma anche rarità come Nguyen Le (e altre sofisticherie fusion). Parlando di Keith Jarret, non si dovrebbero omettere Oscar Peterson e Michel Petrucciani. Parlando, infine, di Rachmaninov, dovrei dichiarare il mio amore perlomeno per Beethoven (la Quinta, la Nona... che meraviglie!).
Insomma, come dicevo, l'argomento è infinito.

Caro Feanor, pare vi sia qualcosa in cui so più di te, dunque (tralasciando la classica - ma, devi sapere, ho una madre diplomata in pianoforte al Conservatorio di Trieste... sono cresciuto con Beethoven, Chopin, Debussy... e, ahimè, niente Rachmaninov dalle sue mani! Ma i CD Decca dei "Rach" 2, 3 e 4 sono tra i più gelosamente custoditi - a tal proposito, che meraviglia il film "Shine"! Se non l'hai visto, dovresti, caro Feanor).

Il problema della musica, è che più di altre arti ti dà la sensazione dell'infinito... e ti ci perdi. Fagocitante, la definirei.

20 luglio 2007 14.30  

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