Recensione - Estasia
Nuova recensione. Questa, in tutta sincerità, l'ho scritta animato da una certa perplessità.
Non è una lettura nelle mie corde, ma era più che giusto onorare le fatiche del buon Francesco tentando di essere obiettivo, seppur nel dubbio dell'incapacità critica.
Leggete la recensione e tornate a commentare qui nel blog.
Francesco Falconi - Estasia, Danny Martine e la corona incantata
http://www.negrore.com/recensioni/05estasia.htm
Non è una lettura nelle mie corde, ma era più che giusto onorare le fatiche del buon Francesco tentando di essere obiettivo, seppur nel dubbio dell'incapacità critica.
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Francesco Falconi - Estasia, Danny Martine e la corona incantata
http://www.negrore.com/recensioni/05estasia.htm
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7 Commenti:
La tua recensione di Estasia è accurata, tuttavia...
Ho comprato questo volume sapendo a priori che era un libro per ragazzi, genere che nonostante abbia 21 anni e dato che Francesco è un po' un amico, mi sono proposto di rivalutare.
La storia è semplice ma fantasiosa e credo che Falconi abbia dato una gran prova di sé nell'affrontare un genere che è molto difficile.
Condivido in parte la tua recensione, ma se fossi in te non mi porrei in modo tanto critico di fronte a questo tipo di lettura, proprio perché non sei il lettore a cui è destinata: dovresti un pò tornare ragazzino per poter apprezzare davvero Estasia.
Il linguaggio semplice avvicina un pubblico semplice e le situazioni fantasiose e leggere permettono a un lettore giovanissimo di godere appieno del romanzo: quando ho passato Estasia a mio cugino di 8 anni se l'è bevuto in un paio di giorni e me ne continua a parlare con grande affetto.
A volte leggendo quello che scrivi tu mi si leva un gran mal di testa, invece ^__^
Ciao Andrea,
innanzi tutto non posso che ringraziarti del tempo (e del denaro) speso per leggere Estasia. Capisco la tua posizione di incertezza, non è facile essere critici con un genere che non è esattamente nelle proprie corde. Del resto, lato mio, non ho mai preteso che Estasia potesse essere un romanzo per adulti, e non biasimo chi preferisce una letteratura fantasy per adulti.
Per quanto riguarda le critiche mosse, ahimè non posso che concordare, anche perchè si trovano in linea con gli appunti che generalmente ricevo. Il lato più debole del libro è sicuramente il csotrutto dei dialoghi e la stessa figura del protagonista, non risucita specie in confronto a Bolak. Ma dall'esperienza si impara. Le poche critiche ragionate servono stimolare le sinapsi e rimboccarsi le maniche. La "non suspence" è stata invece voluta, per crearmi la strada nel secondo volume, diverso nello stile, nella trama e nel target.
Infine sono felice tu abbia apprezzato la parte finale, quella su cui non ho avuto eredità dal Francesco 14enne. Alcune parti, come il personaggio di Bolak e le scene di Melòdia e la Visione Ancestrale, sono state scritte ex novo.
D'altro canto, non è facile neppure toccare temi sociali quando l'audience sono adolescenti. Inutile negare che uno stile o un intreccio come la "Rocca" sarebbero di difficile comprensione a quell'età. Per cui ho cercato una strada per semplificare il messaggio, come in Naturalia, Melòdia, Zifio. Non solo, c'è chi reputava la Visione Ancestrale, il Palazzo dell'Inverso dantesco un po' troppo spinti. A volte forse ci sono riuscito, a volte no. E nel secondo libro, è stato ancora più arduo trattare temi come la pena di morte.
Tuttavia lo sai meglio di me: a scrivere si impara, con fatica, con sudore, negli anni. E con qualche buon consiglio.
Per questo ho la presunzione di aver fatto un bel passo in avanti con il secondo volume e con la nuova saga che sto scrivendo. E dovrò ancora migliorare.
Grazie di tutto,
un sorriso (lo sai che ti ho rubato questo saluto no?)
Francesco
Rispondo a Dario, poi leggerò il commento di Francesco.
Quando si scrive una recensione, è necessario essere critici. Altrimenti vado in un forum e scrivo "bello" o "non mi è piaciuto" e chiudo lì.
Seconda cosa, il problema non è soltanto nel testo semplice, ma nella sua presentazione, quando mi si dice che è anche per adulti. Mi spiace, credo che non lo sia (a differenza, ad esempio, di testi come la trilogia di Philip Pullman, scritta per ragazzi, ma che può tranquillamente essere letta anche da adulti).
Inoltre il testo presenta difetti oggettivi: i dialoghi non sono semplici, sono scontati (nella maggior parte dei casi, non tutti), cosa ben diversa.
Ciò che dici del tuo cuginetto, non fa che confermare quanto ho detto nella mia recensione: è un romanzo per giovanissimi, che è sbagliato consigliare anche agli adulti (consiglio che è puro marketing e non ha nulla a che vedere con la realtà del romanzo).
Perché prendere questa mia affermazione come negativa? Non lo è.
Il fatto che quanto scrivo io ti faccia venire il mal di testa, infine, mi sembra non c'entri nulla. Perdonami, ma è una contrapposizione sciocca.
Francesco, il mio giudizio sul romanzo è positivo, perché so da dove viene Estasia (lo so per esperienza personale quanto sia difficile mettere in piedi un romanzo scritto in giovane età: il mio "Le sette gemme" ha grossi problemi tecnici per questo motivo, nonostante la revisione prima della pubblicazione. Ciò che dico sempre e che ho detto anche alle mie presentazioni è che "non si può costruire una casa solida dalle sue macerie" ^_^ ) e so quanto sia difficile un esordio (troppe cose si sanno soltanto per sentito dire e non basta l'acume per affrontarle la prima volta).
La tua inventiva è notevole e lodevole. E' mancata la tecnica, in alcune parti e nei dialoghi. Tutto qui. E il finale è stata la sorpresa più bella. C'è un notevole cambio di stile (ai miei occhi "ipercritici" queste cose non sfuggono, anzi sono lampanti), una padronanza degli elementi, dell'equilibrio della scena. Un brano breve, ma che mi ha fatto sperare in un ottimo futuro.
Il Palazzo dell'Inverso, in effetti, mi ha colpito per una certa durezza. La verità è, che, però, mi è sembrata una delle poche parti all'altezza delle premesse. I bambini sono molto più svegli di quanto si pensi (esperienza diretta, varie volte a bocca aperta, emettendo versi di sorpresa, di fronte a certe esternazioni uscite da esseri minuscoli ^_^ ), anche se è bene non abusare della loro estrema sensibilità (quella sì è tutta fanciullezza).
Non sono d'accordo con chi dice che Danny è stato mal caratterizzato. Secondo me l'hai caratterizzato bene (poteva essere meglio? E cosa non è migliorabile a questo mondo?) e la sua evoluzione m'è sembrata credibile e verosimile. La leggerezza con cui affronta la sfida all'inizio sembra tipica di chi vive un'avventura di cui non si rende conto della portata (che la Visione Ancestrale mostrerà in seguito, infatti! Cioè, Danny non aveva ancora capito). Da un certo punto in poi s'incupisce (per quanto è possibile in un testo simile) e, nella consapevolezza della portata delle sue azioni, si preoccupa anche di più e non solo per sua mamma. A me è parso perfetto. Non capisco cosa non vada in Danny.
Bolak è una macchietta: è facile che i lettori apprezzino di più le macchiette.
Ti aspetto con grande fiducia, Francesco. Vediamo cos'hai fatto col seguito.
Ciao Andrea,
capisco il tuo punto di vista. Continuo a non credere nel protagonista Danny Martine, troppe volte innaturale, sia nei dialoghi che nelle emozioni, troppo stereotipato e "perfettino". Per quetso corsi ai ripari nel capitolo de "il dubbio", ma non raggiunsi l'obiettivo preposto. Sì, forse costruire dalle macerie è davvero difficile.
Sono affezionato a Bolak, in modo incondizionato: non è solo l'antieroe, è un barlume di ironia che mi ha donato un sorriso in un momento non troppo bello della mia vita.
Per il discorso ragazzi-adulti... a prescindere dalla leggi di mktg, io ribadisco - e ne sono fiero - che Estasia è un romanzo per ragazzi.
Scrivo e scriverò romanzi per ragazzi, semplicemente perché mi piace. Adoro stare con loro, le presentazioni mi divertono e mi appagono. Sono più genuini e meno costruiti degli adulti, più sinceri e meno timorosi ad alzare una mano. Non hanno paura di sembrare sciocchi e banali. Non sai la felicità quando ho saputo che Estasia era stato scelto come libro di testo da due classi medie, per il prossimo anno.
D'altro canto ho ricevuto anche messaggi di persone adulte che hanno apprezzato Estasia, i suoi messaggi, i piccoli valori in essa contenuti. Ma questo è il bello della vita, la molteplicità delle nostre essenze e dei modi d'essere.
Sono infine un agguerrito sostenitore della semplicità, e tengo alta questa bandiera. E non mi meravoglio quando scopro la gente dimenarsi nella nebbia frenesia, presa dai lucori quaotidiani, attanagliata da un'irrefrenabile delusione e insoddisfazione.
Perchè alla fine, il quadro dell'umanità contiene sempre i soliti colori, e ognuno di noi vive nell'inconsapevole ricerca di quelle poche cose, troppo spesso additate come banali e scontate. E' l'alba di un sorriso che nasce nella capacità di ascoltare i bisbigli del proprio io, quell'assonanza armoniosa di contatti umani, quelle grida mute che chiedono un abbraccio di gioia e d'affetto.
ciao,
Francesco
PS: ecco, mi sono perso nella solita filippica :)
Capisco il tuo punto di vista (fondamentale, sei l'autore!) circa Danny.
Comprendo anche il tuo "stereotipato e perfettino".
Penso che questa tua autocritica possa starci, ma non riesco a farla mia. Sarebbe mentirti. Non ho vissuto Danny così male... soltanto il modo in cui parlava, ecco. Ma a libro terminato, lui mi è rimasto impresso per alcune sue caratteristiche e, ti assicuro, non sono negative (come "perfettino"). Mi è rimasto in bocca il sapore di un ragazzo buono, sensibile, che ha a cuore gli altri esseri viventi (siano essi la mamma o un fiore nel deserto). Che poi fosse lo stereotipo di bravo ragazzo che diventa eroe... e allora? I bravi ragazzi esistono e io, lasciandomi portare dalla tua immaginazione, ho trovato credibile che diventasse eroe.
Erano altre le cose che mi stonavano della vicenda. Ad esempio, Cathbad che ogni tanto compariva e aiutava Danny. Il non rivelare il segreto finale proprio all'ultima parola. Cose così... soluzioni da deus ex machina, come ho scritto. Ma Danny, no davvero, a me è piaciuto, ecco.
Circa la semplicità, ti capisco e rispetto molto il tuo approccio, considerandolo fondamentale per il "movimento": dev'esserci spazio per la semplicità. Personalmente non sono in grado di raggiungere la tua semplicità, per come vivo e sento le cose. Per come sono, insomma, semplifico, ma non riesco a evitare di complicare, abbastanza spesso (troppo, direbbe Dario!). La mia soluzione è stata prendere una strada parallela alla tua, diciamo, quella della sintesi.
Comunque, Francesco, Estasia 2 l'hai già terminato, o sbaglio? Stai lavorando al primo volume di una saga fantasy, se non erro?
Sì, il secondo l'ho già consegnato, ma vedrà la luce in libreria solo i primi del 2008. Il che mi preoccupa alquanto perché significherà riprenderlo in mano dopo diversi mesi e non sarò più assolutamente soddisfatto. Chiamalo morbo, ma appena passa qualche mese dalla fine della stesura, il 50% del libro non mi piace più. Spero non sia una cosa grave :).
L'altra saga è sempre per ragazzi, ma di stampo diverso. Estasia nasce dalla matrice endiana e seppure il secondo volume presenti una trama totalmente originale , c'è il costante sdoppiamento Estasia-mondo reale con la conseguente critica/polemica/sarcasmo/ironia. Anzi in E2 la polemica si fa più dura e tagliente.
La nuova... uhm, per ora è una commistione di vari generi, dallo steampunk al fantasy più moderno. Vedremo che ne esce fuori ;)
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