Senz'offesa
Dedicato, senza intento d'offesa, a chi crede che la Politica sia qualcosa di troppo basso per un artista.
Rinunciando alle mie velleità artistiche, infine smascherato per l'ignavo che sono, tento di occuparmi delle cose più importanti.
Omosessualità.
A me gli omosessuali stanno simpatici.
Ne conosco alcuni che valgono tre volte l'eterosessuale medio.
Cioè tre volte più di me.
Il disprezzo per la Chiesa.
Amo le persone credenti in Dio, mi donano speranza.
Non amo le persone che confondo Dio con la Chiesa: davvero vogliono farmi credere che Dio parlerebbe così?
Permettetemi un suggerimento letterario, va'. Poi chiudo con l'arte!
È morto Kurt Vonnegut, pochi giorni fa. Chi crede che l'artista e la politica non c'entrino, si legga la sua biografia. Poi si legga "Mattatoio N°5".
Rinunciando alle mie velleità artistiche, infine smascherato per l'ignavo che sono, tento di occuparmi delle cose più importanti.
Omosessualità.
A me gli omosessuali stanno simpatici.
Ne conosco alcuni che valgono tre volte l'eterosessuale medio.
Cioè tre volte più di me.
Il disprezzo per la Chiesa.
Amo le persone credenti in Dio, mi donano speranza.
Non amo le persone che confondo Dio con la Chiesa: davvero vogliono farmi credere che Dio parlerebbe così?
Permettetemi un suggerimento letterario, va'. Poi chiudo con l'arte!
È morto Kurt Vonnegut, pochi giorni fa. Chi crede che l'artista e la politica non c'entrino, si legga la sua biografia. Poi si legga "Mattatoio N°5".
Etichette: Politica?



10 Commenti:
Non intendevo offendere, Andrea. Personalmente, nel mio blog escludo il mondo brutto - che troppo spesso ci viene presentato - per dare risalto a quello bello dell'arte, in tutte le sue forme (sperando che Platone non mi legga :D). So cosa significa; qualcuno mi ha preso in giro anche dicendo che io "vivo con gli hobbit, in boschi incantati".
Quello che io intendo è semplice: mettendo in mezzo la politica, puoi far felice qualcuno o far arrabbiare qualcun'altro. E' una cosa scomoda, e ritengo che, per non fraintedere niente e deludere nessuno, sia meglio lasciarla da parte. La politica divide, l'arte unisce.
Ovviamente sentiti libero di fare quello che vuoi, non voglio che i miei pareri, forse sbagliati, ti influenzino.
Un saluto
Federico, non mi sono sentito offeso. Ma ho trovato l'intervento scentrato. Non ho bisogno di affermare che parlerò di qualasi cosa mi aggradi, perché è il mio blog. E so che tu non avevi intenzione di imporre direzioni.
Il problema, però, è che io guardo alla vita in modo molto diverso dal tuo. E' una triste realtà che la politica divide - ma tu stai parlando delle patetiche diatribe tra destra e sinistra, e non vedo cosa c'entri una considerazione storica e pure ironica (perché il Fascismo storia è e resta, per fortuna). Non c'era alcuna pretesa di profondità analitica in ciò che ho pubblicato nel precedente intervento. Sarei presuntuoso - e superficiale - a pensarlo.
Un tempo ero come te. Forse perché ero giovane come te.
Ora so che amo le persone che sanno parlare di tutto senza scannarsi a vicenda. E la Politica, quella cosa intesa a migliorare la nostra vita pratica, anche attraverso discorsi etici, ideali, visioni del futuro, eccetera, è un argomento di discussione fondamentale.
Se quanto scrivo divide, mi divide da persone con cui io avrei poco da dirmi comunque, perché evidentemente non amano il dialogo.
Il dialogo, Federico, non è fatto di silenzi, di compromesso. Quello è il dialogo diplomatico.
E io, proprio in quanto artista, della diplomazia non so che farmene.
Sei un ospite gradito e lo sarai sempre. Ma forse tu non gradisci leggere i miei interventi, perché ora hai scoperto che sono un essere umano e non l'ideale d'artista che magari ti sembravo prima.
Puoi tornare in questo blog, come non tornare più. Io non ho problemi a dialogare. Ma da me avrai sempre e solo quello che penso e sento.
Se credi che l'arte unisca, allora va' a farti un giretto su IBS e leggi i commenti ai miei quattro romanzi.
Quello che mi sento di suggerirti è di cominciare a dubitare dell'immagine dell'artista che ti sei fatto. Esiste quello perso nella sua arte, fuori dal mondo. Ed esiste quello che usa la sua arte come una mazza, per combattere la realtà.
Se non avessi anche Politica in me, non scriverei certe cose.
A una visione politica ho sempre preferito una visione Metapolitica, ragione per la quale non mi riconosco in alcuna formazione politica italiana ( o straniera ).
Sebbene di educazione orgogliosamente cattolica ho il massimo rispetto per ogni altra tradizione e cultura e non amo nessun tipo di integralismo.
Ritengo ancora che l'Arte sia anche una forma di espressione "poltica" così come ogni azione umana.
Sono quindi per un'Arte che si orienti verso la Metapolitica, cercando unione e sintesi, così com'è stato nei cosiddetti "secoli oscuri" e poi nel Rinascimento, nel Barocco, fino allo scempio "illuminista".
Soltanto l'Ottocento ha ridato speranza, poi purtroppo nel "secolo breve" la "politica" ha ripreso il sopravvento.
Un artista avulso e perso eslusivamente nel proprio mondo personale è un grave malato di mente.
L'argomento è interessante ma di lunga trattazione, mio buon Andrea ^^)
Ancora una cosa.
Gli "omosessuali" sono come tutte le altre "categorie" umane.
Ci sono i simpatici e i meno, i colti e gli ignoranti, i beneducati e i cafoni. Come tra gli etero.
Moltissimi tra i maggiori geni dell'umanità sono stati (anche ) omosessuali, moltissimi criminali sono stati (anche ) omosessuali.
L'attuale "bailamme" è ancora una volta esclusivamente "politico" ( o meglio "partitico" ) non certo etico o filosofico.
«Gli "omosessuali" sono come tutte le altre "categorie" umane.»
Ti dirò di più, Dalmazio, non esiste categoria. Sono "esseri umani". Punto e basta. Appartengono, semmai, alla mia stessa categoria, che di fatto non esiste.
Dirò di più ancora. Anche l'idiozia secondo la quale l'omosessualità sarebbe "contro natura" è stata recentemente sbugiardata da studi scentifici autorevoli, che hanno infine provato l'omosessualità animale (considerando l'uomo non-animale; cosa con cui io non concordo, se non da un punto di vista distintivo volto a semplificare questo messaggio).
La brevità dell'intervento era voluta. Ho colto un suggerimento di Taotor, replicando a modo mio. L'unico modo di trattare simili temi in un blog è non trattarli. O, senza essere pretenziosi, sintetizzando al massimo e infarcendo d'ironia il "messaggio". Come ho voluto fare con le frasettine "fasciste". Trattare più approfonditamente l'argomento mi sembrerebbe supponente chiacchiara da bar.
Infatti ho usato "categorie" tra virgolette.
Il discorso del "contro natura" si fa troppo complesso per trattarlo qua.
Mi permetto soltanto di ricordare che il "peccato di sodomia" di cui dante accuserebbe il suo Maestro Brunetto latini ( come avverrà ugualmente per i Templari ) non è quello di "omosessualità", altrimenti ben altri spirti magni ( che invece sono posti altrove ) patirebbero uguale sorte.
Questo per dire, in sintesi, che appunto ( come le gerarchie ecclesiastiche ben sanno ) è un argomento complesso che viene malmente posto all'opinione pubblica in modo pretestuoso ed errato sempre per motivi "partitici".
L'uomo è "animale", questo è indubbio già per Aristotile, come tale soggiace anche alle molteplici "virate" dell'essere animale.
Curiosamente, soltanto i felini non conoscono l'omosessualità, o comunque è un evento rarissimo che si limita a una forma di "omofilia" ^^).
Sono comunque a favore delle chiacchierate da bar, si possono dire un saccio di "idiozie" davanti a un Martini ben fatto. ;-)
dalmatius, io credo che idiozie se ne possano dire anche senza un martini davanti(e qualche altro già nello stomaco)
questo perchè ci possiamo fare un'opinione su tutti gli argomenti anche senza essere necessariamente "dottori" in "tuttologia"
quindi se siamo in un ambiente dove comunque c'è rispetto reciproco si spera che spararne qualcuna non sia una vergogna
ma venendo al tema omosessuale e alle pretese teorie scientifiche... se un pesce è omosessuale, vuol forse dire che è un pesce che non ha problemi???
[visto che l'argomento è lungo e complesso rispondo per battute]
per completezza: io non disprezzo gli omosessuali, e li considero persone pari a me, ben intendendo che non esistono persone inferiori a me di nessun tipo
tuttavia io omosessuale non lo sono, tuttora propendo per il "comportamento sessuale deviato" rispetto a quello "naturale".
"La poesia non è uno specchio per interpretare la realtà, ma uno scalpello per distruggerla e ricrearla." Così parlo Majakovskij – un aforisma che ha più di un’assonanza con una considerazione presente nel sito di Dalmazio - e questa sembra essere l'opinione anche di Andrea e Dalmazio. Io invece sono dell'avviso esattamente opposto: l’artista totalmente immerso nel mondo dell’arte, l’artista devoto soltanto alla propria missione di terreno demiurgo, l’artista che sa emanciparsi da quella che Schopenhauer chiama “volontà di contingenza”, è secondo me – secondo la mia visione dell’artista come vate-veggente-asceta - ancora il prototipo dell’artista ideale. Kant: mai allontanatosi un solo attimo durante tutta la sua vita da Konigsberg, si concedeva due sole ore di passeggiata ogni giorno, e visse quasi otto anni in un esilio volontario dalla mondanità quasi assoluto: rivoluzionò dalle fondamenta un edificio gnoseologico resistente da due secoli e mezzo, precorrendo di almeno cento anni le concezioni filosofiche più arditamente contemporanee, e scrisse il testo probabilmente più studiato e saccheggiato nella storia di tutta la filosofia; Proust: egli visse addirittura gli ultimi sedici anni della sua vita isolato dal mondo, rifugiato in un attico che aveva fatto insonorizzare con pertinacia maniacale: ha scritto quello che, nell’ambito della prosa, io considero un capolavoro non soltanto ineguagliabile, ma nemmeno minimamente avvicinabile, da cui affiora una visione del mondo, dell’uomo e dell’esistenza infinitamente più vivida, acuta e controllata di quella che si può riscontrare nei migliori romanzi dei naturalisti più cosmopoliti; Pascoli: fu egli il poeta del “nido”, un “nido” che come concetto non si accosta soltanto all’ideale della famiglia, ma, come Luzi attesta, “simboleggia l’anelito alla mimesi con un microcosmo d’origine.” Ebbene Pascoli rovesciò gli archetipi di tutta la poesia italiana, che senza di lui si sarebbe arenata all’emulazione pedissequa della “poesia medievale” – in accordo alla definizione del Borgese – di Carducci, proiettandola verso esiti simbolisti di straordinaria originalità i cui effluvi vellicheranno un trittico di poeti radicalmente attuali come Caproni, Sereni e Penna.
Per tutto questo, io non posso che comprendere almeno parzialmente quanto dice Taotor - e io sono oltremodo titillato dalle tematiche politiche. E comunque non discerno la cagione per cui una trattazione analitica, quantunque non esaustiva, degli argomenti in esame, dovrebbe meramente esaurirsi in presuntuoso ciangottio.
Sugli omosessuali, invece, taccio, perché potrei scrivere qualcosa che, pur non essendo scandaloso, potrebbe qui essere giudicato eccessivo, e Andrea, benché ami il confronto – come d’altronde lo amo io - potrebbe non accettarlo.
Sulla questione dell’uomo equiparato a qualunque altro animale, anche dalla prospettiva del magistero aristotelico, mi sono già profuso nella discussione sulla libertà di pensiero. Sì, Dalmazio - a proposito: a che alludi precisamente quando parli di "scempio illuminista" e di "Metapolitica"? - a me non può sfuggire nemmeno un tuo commento, sia esso il più latebroso.
Feanor
Feanor:
Ho sempre trovato "saggiamente provocatorie" sia quella frase di Majakowskij, sia quella di Bakunin ( ma preferisco di gran lunga Sergei Esenin a entrambi ), mi piacciono per la loro "forza", il loro "coraggio apocalittico" nel dire cose terribili.
Ma più che altromi ritrovo nella concezione dell'Artista descritta da Wilde, Ruskin e prima ancora da Byron e da Baudelaire.
Sapendo il tuo amore per Rimbaud ben dovresti comprendere cosa intendo.
Esiste certo anche in ognuno di questi Grandi da me citati una sacrosanta tensione all'ascesi, forse in quelle suberbe menti l'una cosa non esclude l'altra...
"Scempio Illuminista" intendo semplicemente il becero rifiuto di tutto ciò che non sia "materia signata quantitate", il rigetto di ogni cosa non rientri nella possibilità di essere misurata, catalogata, toccata con i sensi terreni.
"Metapolitica" è un discorso complesso che spesso negli ultimi anni è stato anche travisato, ma uno dei miei maestri in merito , il Prof. Silvano Panunzio magari a te dirà più che a tanti altri, tantopiù che non lo si trova su Wikipedia ^^)
Prova qua:
http://www.metapolitica.net
Diciamo in sintesi che la Metapolitica sta alla Politica come la Metafisica sta alla Fisica.
Forse hai davvero ragione Dalmazio, forse in quelle menti l'imperativo di un'arte autonoma e quello di un'arte eteronoma - nel senso che già enervavo in una delle discussioni nel tuo sito - possono convivere; tanto è vero, come d'altro canto anch'io accennavo, che, nonostante il ripiegamento anacoretico di quelli nell'esclusivo franco lido dell'arte, le ripercussioni sociali delle loro opere furono effettivamente perentorie.
Sullo “scempio illuminista” inteso come conseguenza ultima di uno scadimento panlogistico, concordiamo pienamente; poi è risaputo che il più parossistico panlogismo in cui si voleva compiere l’idealismo dialettico di Hegel fu infine forzato a statuire da sé la propria condanna: Kierkegaard – patriarca dell’irrazionalismo, se da questa tendenza salviamo Schelling, fra l’altro primo idealista trascendentale… - si professava coscientemente il necessario prosecutore di quello che definiva “monismo triadico”, cioè il compendio finale del sistema hegeliano.
Il pensiero del professor Silvano Panunzio mi è completamente ignoto, lo confesso e me ne dispiaccio. Altrettanto mi era estraneo il concetto di Metapolitica qual è quello espresso nel sito che mi hai indicato: lo stesso termine lo conoscevo perché utilizzato da due storici come Zanette e Gallo per descrivere la dilatazione nella struttura della società civile, e nella sua analisi, dell’idea di Storia della Profondità teorizzata da Braudel, secondo loro ancora arrestata su una matrice spiritualistico-burckhardtiana. Ma evidentemente lo ignoravo in quella che deve essere la sua accezione primaria, cioè quella che tu mi hai segnalato. Credo che dovrò recuperare. Ti ringrazio.
Feanor
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