Barra a dritta
Sto riflettendo da giorni su cosa inserire in questo mio primo (e unico) blog.
Barra a dritta, ho pensato, perché ho sempre seguito la mia strada. E sempre sarà la mia.
Barra a dritta, ho pensato, perché ho sempre seguito la mia strada. E sempre sarà la mia.
Non differirà molto dalle considerazioni, quindi tratterà argomenti vari. Tuttavia vorrei modificare l'atteggiamento... se così si può chiamare. Almeno in parte. Non escludo che sarò di tanto in tanto caustico come in passato, ma vorrei tentare di parlare di ciò che di bello e buono vedo.
Discorso a sé stante sarà la letteratura. Non potrò esimermi dall'essere netto e tagliente, all'occorrenza. Di voci sincere, tra gli editi, non ve ne sono tante. O, quantomeno, ve ne sono poche che criticano con franchezza - e senza malignità - pubblicamente. Di solito ci si limita a borbottare tra amici. Troppo comodo. Non è mai stato così per me, non lo sarà mai. Discorso a sé stante, anche perché posso permettermelo.
È mia intenzione ripubblicare come blog-considerazioni alcuni interventi che ho scritto nei forum che frequento on-line (magari sforbiciando un po'). Spesso riguardano i miei scritti, ma vanno sempre a toccare la sfera dell'arte più in generale. Mi piacerebbe che il nostro dialogo - perché è per dialogare che si crea un blog, secondo me, non per "farsi belli" - diventi uno scambio maturo e profondo. Non sono qui per raccontarvi cosa faccio la mattina, insomma, come fanno in troppi. O, se vi racconterò qualche episodio quotidiano, sarà per arrivare a una riflessione più generale.
Tenterò di essere sintetico. Così sarà anche più facile che mi leggiate - e scriviate - in numerosi.
Quindi chiudo qui.
Etichette: Comunicazioni di servizio



3 Commenti:
Mi piace la cosa sulla sinteticità ;)
Concordo Andrea.
Troppo comodo.
e' che esiste da tempo la mala usanza, giustificato sotto l'ipocrita etichetta di "diplomazia" di dire alle spalle dell'interessato l'esatto contrario di ciò che gli viene dolcemente porto inannzi.
Io personalmente sono per la "polemica", lo scontro verbale anche feroce, senza tregua nè sconti, ma onesto, chiaro. La "franchezza" la lascio ai mediocri, ipocriti e falsi.
Così come loro è l'autoincensamento e l'edificazione millantatoria di monumenti al proprio ego.
Ti dirò, Dalmazio, la cosa che più mi irrita è che costoro, i "comodoni", credono che io me la beva. Tre giorni sono genitili, il quarto ringhiano con la bava alla bocca. Due atteggiamenti troppo lontani per considerarli entrambi sinceri. E, naturalmente, la sincerità sta sempre là dove c'è un sentimento più sanguigno.
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