11 novembre 2008

Sorprese

Le sorprese sono uno dei frutti più dolci della vita. Ma non sempre. A volte sono dei colpi, duri, alla bocca dello stomaco. E' per questo, credo, che i "colpi di scena", le sorprese, nei romanzi sono così importanti: se non ci sono, manca realismo.
La vita è una continua sorpresa, a osservarla bene.

Ed è così, ragazzi, che vengo a dirvi che ho in serbo molte sorprese. Oh, no, come sempre nulla di così vicino nel tempo. Abbiate pazienza. E, no, non così grandi, le sorprese. Ma a chi mi segue, e continua a seguirmi nei miei saliscendi in rete, questa sera è andato un pensiero d'affetto, perché affetto sento di ricevere. Ergo, eccomi qui, a parlarvi delle mie sorprese.
Non saranno tutte belle, a calarvi nei vostri panni. Alcune saranno... bruttine. Ma sempre sorprese saranno, dovrete guardarle con rispetto. E affetto.
Molte cose bollono nel mio calderone fumante. Il tocco di carne più grosso è una bella sorpresa. Inattesa, direi. Un po' anche per me. Sto parlando di libri, naturalmente. Non della mia vita privata - se i miei libri li volessimo considerare per assurdo, ma anche con un minimo di giustizia, la mia vita pubblica.
Ma la mia vita privata c'entra. Eccome se c'entra. Non c'è passo delle mie giornate che non sia scandito da un pensiero per lei. Ed è lei che mi ha curato e che mi ha reso più forte, migliorato. Ed è lei, Mariacarolina, che mi ha dato la forza di immaginare queste sorprese. Sono per lei, prima di tutto. Poi, anche per voi.

Sorprese! Immagino abbiate capito che non vi posso dire niente, che sorprese sarebbero altrimenti? Allora perché scrivevo di essere qui a parlarvi delle mie sorprese? Be', perché ho sentito affetto e voglio contraccambiare. Nel modo più diretto possibile: raccontandovi cosa c'è alla fonte, la cosa più importante e profonda. Cosa ha generato e sta generando queste sorprese. Cioè lei.

Una bella grossa. Una bruttina, che però ne genererà altre due belle grosse. Nel tempo.
Quattro sorprese. Mica poco, ad aver pazienza. :)

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Time's marching on...

Il tempo scorre e con lui scorrono le parole sullo schermo.

Il tempo fa in modo che le cose possano cambiare. E sono cambiate.
In meglio? No, semplicemente in prospettiva.
Era uno, ora è l'altro.

L'unica certezza è che ho un gran daffare.


∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ 

Non c’è fine senza inizio.
Non c’è inizio senza fine.
Il prezzo da pagare per il completamento di un ciclo storico,
come disse Za Ràno in punto di morte,
mentre si apprestava a varcare la soglia,
è la rinuncia alle proprie certezze.

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3 ottobre 2008

Il ritardo de "Il giorno dopo".

Come da oggetto: sono già in ritardo sul programma. Ma non importa, non mollo.

Sto meditando di tagliare un'intera parte del romanzo. Valuterò quando vi arriverò, ma penso ci siano gli estremi per considerarla "superflua", tutta intera. E, in compenso, aggiungere qualche capitolo che invece ritengo arricchirebbe la vicenda e aiuterebbe il lettore a godersi un romanzo meno sbilanciato.

Le scalette, come vedete, sono fatte per essere contraddette.
In una fase come questa, ad esempio, sono utilissime per valutare con grande rapidità l'impatto di una simile modifica alla vicenda.

Torno a scrivere...

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16 settembre 2008

La clausura de "Il giorno dopo"

Ho pianificato la stesura della restante parte de "Il giorno dopo" entro il 31 dicembre 2008: 28 capitoli in 14 settimane. 2 capitoli a settimana. Un quantità di testo notevole. Non ce la farò, ma farò di tutto per farcela. Alla peggio lo ultimo a gennaio 2009.

Tempo per amenità come internet: zero. Stop.
Vita in priorità uno. Stop.
Clausura. Stop.

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(Encefalogramma di Andrea D'Angelo)

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5 settembre 2008

Sia fatta la Sua volontà

Sarah Palin, la vice di John McCain, si dice certa che «la Guerra in Iraq sia volontà di Dio». Più che un "pitbull col rossetto" a me sembra un pitbull che tenti di usare la ragione come un essere umano, fallendo miseramente nel tentativo.

Adesso mi aspetto che sia fatta rispettare la Sua volontà e che, dunque, i Repubblicani perdano le elezioni.

E che Dio ci salvi se così non sarà (a causa di un Suo imperscrutabile fine)!

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23 agosto 2008

Il giorno dopo - Agosto 2008

Il mio diario s'è fermato: preferisco scrivere.
Ma ogni tanto aggiornare un po' non è una perdita di tempo, anzi.

Questa blog-considerazione deviata vi porta al Capitolo XXII ultimato.
Leggete e tornate a commentare qui, se vi aggrada. http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm

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22 agosto 2008

I pezzi di merda che governano il mondo.

Sottotitolo: "E la gente miope che li segue..."
Usain Bolt

A 6 anni avevo già molto chiaro che avrei combattuto il formalismo con tutte le mie forze.

Jacques Rogge - un tempo sportivo, ora moralizzatore - si è permesso di portare il formalismo anche alle Olimpiadi, bacchettando un ragazzo di 22 anni soltanto perché ha festeggiato (assieme a tutto il pubblico) i due ori con due record del mondo nei 100mt e 200mt piani (ha festeggiato, cioè, il piccolo fatto che al momento è l'uomo più veloce del mondo e, stando ai tempi, è anche il più veloce di tutti i tempi).

Criticato da chi ha prima assicurato che non ci sarebbe stata censura in Cina e poi è stato smentito dai fatti (inseguito pure da un'accusa d'aver saputo in anticipo e permesso, anche se non provata), direi che è abbastanza significativo. Detto da chi presiede un comitato che nega di manifestare il lutto, come se lo sport venisse prima della vita e della morte. Come se fingere che non esistano le tragedie in atto, in Tibet, in Georgia, in Spagna e così via, possa rendere i Giochi Olimpici qualcosa di migliore.
Ma chi è così immensamente stupido da crederlo?

Triste, tristissimo vedere come la nostra società (l'Occidente tanto superiore al resto del mondo) si sia trasformata nella patria dell'apparenza e che, a forza di circondarsi d'apparenza, ha smesso essa stessa di godere dell'essenza (che però ha troppa forza ed è facile alla conquista immediata, come ha dimostrato il pubblico di Beijing, che ha ballato e riso e pianto assieme a Bolt - e a noi due che eravamo a casa, appartenenti a mondi diversi, eppure uniti dalla stessa visione del mondo).

È quanto vedo in un sondaggio del Corriere della Sera. Quattro italiani su dieci (4 contro 6) considerano giuste le parole di Rogge. Mi vien voglia di scrivere, perché sono stufo di una società che confonde l'educazione e il rispetto con i formalismi, con l'ipocrisia più radicata, con le maschere e le falsità di cui troppi si vestono.
Stiamo perdendo.
Hanno tentato di farci il lavaggio del cervello e ci stanno riuscendo, lentamente. Almeno in questi giorni c'è stato un negro che ha dimostrato quanto la libertà d'espressione conti ancora. E che non è arrestabile.

O volete metterci tutti agli arresti soltanto perché siamo felici? (Pezzi di merda.)
O volete metterci tutti agli arresti soltanto perché siamo in lutto? (Pezzi di merda.)
O... (Pezzi di merda.)

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